Emesso il 20 febbraio 1946
12 L. - Cardinale G.Contarini

 

Gasparo Contarini (Venezia, 16 ottobre 1483 – Bologna, 24 agosto 1542) è stato un cardinale e vescovo cattolico italiano.

Ricevette una formazione elementare (grammatica, retorica e abaco) da un precettore stipendiato molto probabilmente a domicilio nel palazzo Contarini, nei pressi della chiesa Madonna dell'Orto nel sestriere di Cannaregio e in compagnia dei nipoti di Francesco Zorzi.

All'età di dodici anni iniziò a frequentare la Scuola d'umanità di San Marco.[1] Quest'ultima non era quella omonima gestita dalla cancelleria ducale situata nei pressi del palazzo dei Dogi dove la Repubblica formava i suoi migliori funzionari, ma la scuola "presso il campaniel". Le lezioni della scuola di San Marco si svolgevano nei pressi di piazza San Marco e vi insegnavano degli stipendiati dal Pubblico[2] tra cui Marc'Antonio Coccio detto Sabellico (1436-1505) e Giorgio Valla(†1500), specialista dei naturalisti greci e membro dell'Accademia Aldina.

In questo periodo Giorgio Valla iniziò il giovane Contarini ad una forma di sapere aperta fondata sulla fusione stretta tra bonæ litteræ, scienze e filosofia[3] e al gusto per una unità della conoscenza umana. Erasmo la definirà come quell'armonia tra la summam morum innocentiam e l'eruditionis et sapentiantiæ arcem. Questa formazione aperta e tollerante permise al giovane allievo di farsi l'idea che le opinioni, al di là che possano apparire divergenti, in realtà si possono combinare e le dottrine filosofiche non debbano obbligatoriamente escludersi. Lo storico Aldo Stella definiva la forma mentis del cardinale Contarini: "nonostante fosse stato quasi un autodidatta in teologia, ebbe sempre come norma di comportamento quella di cercare ciò che univa, anziché gli spunti di attrito e di astiosa polemica".[4]

Giorgio Valla, inoltre, fece entrare il giovane Contarini nel circolo della bottega d'Aldo Manuzio e del suo dinamismo intellettuale, culturale e editoriale.[5] In questa occasione, Contarini fece conoscenza con gli ellenisti dell'epoca: Giovanni Battista Egnazio, Paolo Canal, Marco Musuro, e altri intellettuali occupati a correggere o rivedere le opere che uscivano dalla stampa. Molto probabilmente, si può presumere che il giovane Contarini abbia potuto incontrare Erasmodurante il soggiorno di quest'ultimo nella casa di Aldo Manuzio tra aprile e dicembre del 1508.[6]

In seguito, secondo Ludovico Beccadelli[7] e Franz Dittrich[8], a causa della morte del suo maestro Giorgio Valla nel gennaio 1500, Contarini avrebbe assistito alle lezioni di logica di Antonio Giustinian e Lorenzo Bragadin alla Scuola di Rialto. Quest'ultima rappresentava la tendenza filosofica aristotelico-averroistica, naturalistica e scientifica della cultura veneziana ed era in netta contrapposizione con l'orientamento platonico, umanistico-filosofico e moralistico-religioso della scuola di S. Marco.

Nel 1501 si recò a completare la sua formazione a Padova. L'iscrizione di Contarini all'Università di Padova, è bene documentata negli Acta Graduum Gymnasii patavini, dove il futuro diplomatico e cardinale, segue delle lezioni alla facoltà delle Arti, malgrado la volontà del padre di destinare il suo primogenito al commercio come di tradizione a Venezia.[9]

A Padova, Contarini segue le lezioni di retorica greca del cretese Marco Musuro, di latino da Giovanni Calfurnio, di matematica e d'astronomia da Benedetto del Tiriaca e di filosofia naturale dai filosofi aristotelici Pietro Pomponazzi e Alessandro Achillini.

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