Emesso il 21 marzo 1957
4 L. - S.Domenico Savio

Biografia

Secondo dei dieci figli del fabbro Carlo e di Brigida Gaiato, una sarta, nacque in una frazione agricola di Riva presso Chieri (San Giovanni di Riva) nel 1842, ma solo un anno dopo si trasferì a Morialdo, frazione di Castelnuovo d'Asti. Nel 1853 la sua famiglia, molto numerosa, con dieci bimbi per lo più morti in tenera età, si spostò a Mondonio, sempre nel comune di Castelnuovo d'Asti: Domenico, per l'intervento del suo professore don Cagliero, parroco di Mondonio, incontrò don Bosco a Morialdo il 2 ottobre 1854. Dopo un breve dialogo, mostrata l'intenzione di diventare sacerdote se avesse avuto la possibilità di studiare, don Boscodecise di farne un suo allievo nell'oratorio di Valdocco, a Torino.

Si distinse per l'assiduità ai sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia e per la devozione all'Immacolata Concezione (il cui dogma fu proclamato da papa Pio IX nel 1854). Nell'estate del 1856 scoppiò un'epidemia di colera, e don Bosco radunò quarantaquattro giovani per soccorrere gli ammalati. Domenico si distinse fra i volontari, non riportando, come promesso da don Bosco alcun danno. Successivamente la sua salute cagionevole cedette alla tubercolosi e morì, non ancora quindicenne, il 9 marzo 1857 fra le braccia dei genitori.

"I segreti della santità"[modifica | modifica wikitesto]

Domenico Savio scrisse a Don Bosco un biglietto: "Mi aiuti a farmi santo?". Il sacerdote gli rispose con i cosiddetti "segreti della santità":

  • allegria,
  • impegno nei doveri di studio e di preghiera,
  • fare del bene.

I propositi della prima comunione[modifica | modifica wikitesto]

A sette anni ricevette la Prima Comunione, per la quale scrisse alcune righe nelle quali riassumeva il suo progetto di vita:

  • Mi confesserò molto sovente e farò la comunione tutte le volte che il confessore me lo permetterà.
  • Voglio santificare i giorni festivi.
  • I miei amici saranno Gesù e Maria.
  • La morte ma non peccati.

Il culto[modifica | modifica wikitesto]

Fiocchi appesi a Maria Ausiliatrice

« Oh che bella cosa che vedo mai! »
(Domenico Savio in punto di morte)

Don Bosco ne scrisse la Vita e nel 1933 la Santa Sede ne riconobbe le virtù eroiche.

È stato proclamato beato il 5 marzo 1950 da Pio XII, che lo ha poi canonizzato il 12 giugno 1954.

Memoria liturgica il 9 marzo: cadendo questo giorno nel periodo di quaresima, la Famiglia Salesiana e le diocesi della Regione Pastorale Piemontese hanno spostato la celebrazione al 6 maggio.

Molte sono le chiese nel mondo dedicate al santo, delle quali una sola è basilica: si trova a Lecce. Altre chiese in Italia si trovanoː ad Asti, Torino, Druento (TO), Milano (nella zona di Turro/Gorla), Bologna, Terracina (LT), Scordia (CT), Mazzarino (CL), Vittoria (RG), Nuoro (la chiesa dell'opera salesiana della città).

La protezione delle gestanti[modifica | modifica wikitesto]

San Domenico Savio viene invocato come protettore delle gestanti, in particolare nel caso di gravidanze a rischio. Al collo della futura mamma viene spesso appeso con un nastro un abitino, ovvero un'immagine del santo racchiusa da una piccola quantità di tessuto. Un'altra forma di devozione legata alla gravidanza è quella di portare nella cappella del santuario di Maria Ausiliatrice che ospita le spoglie di san Domenico Savio il fiocco con il nome del neonato o della neonata.

219-Centenario della morte di San Domenico Savio

€ 3,00Prezzo

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