Emesso il 20 febbraio 1946
5 L. - Carlo V

 

Carlo d'Asburgo (Gand, 24 febbraio 1500 – Cuacos de Yuste, 21 settembre 1558) è stato Imperatore del Sacro Romano Impero come Carlo V, Re di Napoli come Carlo IV, Duca di Borgogna come Carlo II, Re di Spagna, Re di Sardegna e Re di Sicilia[N 1] come Carlo I. Tra il 1554 e il 1556 rinunciò volontariamente a tutte queste cariche in una serie di abdicazioni. Grazie a svariate eredità riunì sotto il suo dominio estesi territori nell'Europa occidentale, centrale e meridionale e delle colonie spagnole nelle Americhe e in Asia. Padrone di un impero talmente vasto ed esteso che si estendeva su quasi quattro milioni di chilometri quadrati[2] gli viene tradizionalmente attribuita l'affermazione secondo cui sul suo regno non tramontasse mai il sole[3].

Per via dei diffusi timori che la sua vasta eredità avrebbe potuto portare all'instaurarsi di una monarchia universale e un'egemonia europea, Carlo subì le ostilità da parte dei molti nemici.[4] La storia del suo regno è costellata a numerose guerre ed in particolare da tre grandi e simultanei conflitti: le guerre contro la Francia, gli scontri per fermare l'avanzata ottomana e i conflitti con i principi tedeschi conseguenti alla riforma protestante.[5] Il conflitto con la Francia, prevalentemente combattuto sul suolo dell'Italia, inizialmente portò a delle importanti vittorie che culminarono con la cattura di Francesco I di Francia nella battaglia di Pavia del 1525. Successivamente la Francia si risollevò gli scontri continuarono per decenni. L'Impero ottomano venne affrontato sul territorio ungherese e nel Mediterraneo. Gli Ottomani, dopo aver invaso gran parte dell'Ungheria, vennero fermati dopo il fallito assedio di Vienna del 1529. Tuttavia tra i due imperi si instaurò una lunga guerra di attrito, combattuta in nome di Carlo da fratello minore Ferdinando. Nel Mediterraneo, nonostante alcuni successi, Carlo non riuscì pienamente ad impedire la dominazione marittima degli ottomani e gli attacchi dei corsari barbareschi.

Carlo si oppose fermamente alla Riforma Protestante e di conseguenza si trovò in conflitto con i Principi Protestanti riunitisi nella Lega di Smalcalda, motivati ​​sia da un'opposizione religiosa sia da una politica contro l'imperatore. Non riuscendo ad impedire la diffusione del protestantesimo e, benché avesse colto nel 1547 una vittoria decisiva contro la lega nella battaglia di Mühlberg, nel 1555 venne costretto a concedere la pace di Augusta, che divideva la Germania tra le due confessioni. Sebbene Carlo non fosse solito ad occuparsi personalmente delle ribellioni, in tre casi il suo intervento fu repentino affinché fossero soffocate in quanto coinvolgevano territori considerati vitali, ovvero in occasione della rivolta dei comuneros di Castiglia, la sommossa dei contadini della Frisia e la rivolta di Gand del 1539. Una volta sedate le rivolte, i territori castigliani e burgundi rimasero per lo più fedeli a Carlo durante tutto il suo dominio.

I territori spagnoli di Carlo furono la fonte principale del suo potere e della sua ricchezza. Nelle Americhe, Carlo ratificò le conquiste dei conquistadores castigliani degli imperi aztechi e Inca. Il potere castigliano venne esteso a gran parte dell'America meridionale e centrale. La conseguente vasta espansione del territorio e i costanti e abbondanti flussi di argento sudamericano che giungevano in Castiglia ebbero effetti profondi a lungo termine sulla Spagna.

Carlo aveva solo 56 anni quando abdicò, ma dopo 40 anni di duro regno si trovava fisicamente esausto e cercò la tranquillità ritirandosi in un monastero, dove morì all'età di 58 anni. A seguito delle sue abdicazioni, il Sacro Romano Impero fu ereditato da suo fratello minore Ferdinando, che aveva già ricevuto le terre austriache nel 1521. L'Impero spagnolo, compresi i territori nei Paesi Bassi e in Italia, andarono al figlio Filippo II. I due imperi rimarranno alleati fino al XVIII secolo quando la linea spagnola della Casa d'Asburgo si estinse.

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