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OSTERIE/TRATTORIE A ROMA

  • Da Gino al Parlamento (detto anche Trattoria del Cavalier Gino), vicolo Rosini, 4. Come dice il nome stesso, siamo a tre minuti a piedi da Montecitorio e il piccolo ristorante di Gino è una vera certezza nel centro storico di Roma. Obbligatorio prenotare. E portarsi i contanti, non hanno la carta di credito. Tutto ciò che ordinate vale la pena, è tutto buono. Antipasti, primi, secondi e dolci. I camerieri sono simpatici e non invadenti. Prezzi medi.

  • Trattoria degli Amici, piazza di Sant’Egidio, 6, a Trastevere. Ha anche un bello spazio per pranzare all’aperto in piazza. I camerieri fanno parte della Comunità di Sant’Egidio. Prezzi medio/bassi. Si mangia bene, da assaggiare l’amatriciana.

  • Osteria La Gensola, piazza della Gensola, 15. Siamo sempre a Trastevere, ma è la parte che mi piace di più, quella di via della Pace e le stradine meno trafficate. Al di là di viale Trastevere, per capirci. Prezzi medio/alti, si mangia cucina romana ma soprattutto a base di pesce. Ottimo per la cena.

  • L’Osteria di Monteverde, via Pietro Cartoni, 163. Questa volta ci spostiamo a Monteverde, che poi non è così lontano da Trastevere, ma bisogna comunque andarci apposta. Cucina tradizionale e piatti più ricercati, per la goduria (anche) degli occhi. Non solo menù di terra, ma anche di mare. Prezzi medi, anche qualcosa di più visto che non siamo in centro. Portate pazienza per trovare parcheggio.

  • La Sagra del Vino – da Candido e Lella, via Marziale, 5. Ci troviamo di nuovo fuori dal centro, sopra a Prati, nel quartiere Balduina, salendo le pendici di Montemario. Per me, vince su tutto anche se: bisogna andare con vera fame poiché si tende a pagare a prezzo fisso di menù (a cena sono 25 euro a testa tutto compreso) e non sempre la “simpatia” di alcuni camerieri (quella romana un po’ forzata) può fare piacere. Si ha a volte voglia di mangiare in compagnia e basta, senza folclore. La cucina (come la definiscono loro, ignorante) è eccellente: pasta e fagioli, gricia, sugo di coda, polpettone (ma chiedetelo voi, è probabile che non ve lo elenchino nel menù, perché è proposto solo a chi frequenta abitualmente per ovvii motivi, ovvero polpette e polpettone non si sa mai che cos’hanno davvero all’interno, ma qui potete andare sul sicuro), involtini, coratella. Tutti i contorni. Non fanno la carbonara. Non fanno l’amatriciana. Non state neppure a chiederlo. Si chiude con le ciambelline al vino dei Castelli. Prezzi medi. Obbligatorio prenotare (con anche un paio di giorni di anticipo). Chiuso sabato e domenica (peccato).

  • Perilli a Testaccio – Trattoria romana, via Marmorata, 39. Con una passeggiata potete spostarvi dal Lungotevere oppure verso la Piramide Cestia e il Cimitero acattolico. Siamo appunto a Testaccio, ma prima della zona di Monte dei Cocci. Famosa da Perilli soprattutto la carbonara (una delle più buone di Roma, con il guanciale di Amatrice) e la cacio e pepe. Di secondo, se vi piace (io passo), l’abbacchio al forno. Prenotate.

  • Osteria da Angelino, via Capo d’Africa, 6. Che fare se si è in giro tra Colosseo ed Esquilino e non si vuole incappare in una fregatura? C’è Angelino (che ha anche una location a Milano, al 9 di via Fabio Filzi, vicino al Pirellone, e una a Malaga e una a Lima). Se si sta sull’uscio di Angelino e si guarda a destra, volgendo le spalle al ristorante, si vede il Colosseo. Ho detto tutto. Piatti ottimi, tutti. A volte un filo d’olio di troppo, ma nella norma. Come antipasto, assaggiate le caramelle d’Angelino e i fiori di zucca fritti. Poi di primo carbonara o cacio e pepe. Da non perdere i saltimbocca alla romana. Prezzi bassi.

  • Tanto pe’ magna’, via Giustino De Jacobis, 9. Conoscete tutti il bar/enoteca dei Cesaroni alla Garbatella. Bene, questo ottimo ristorante (prendete panzanella e poi tonnarelli cacio e pepe!) è proprio lì vicino. Gusti caserecci e porzioni molto abbondanti. Prenotate e non andate troppo tardi perché potrebbero finire alcuni piatti. Prezzi medio/bassi.

  • Osteria Qui Se Magna, via del Pigneto, 307. Ben lontano dal centro, ma se volete fare un salto in uno dei quartieri storici di Roma, al Pigneto appunto, fermatevi qui a pranzo o a cena perché la qualità è davvero molto alta. Piatti romani della tradizione, con qualche interessante variante. Tovaglie a quadretti e sedie di paglia. A volte l’attesa è un po’ più lunga. Prezzi bassi.

FORNI E PIZZERIE A ROMA

  • Emma – Pizzeria con Cucina,  via del Monte della Farina, 28, a due passi da Largo di Torre Argentina e di Campo de’ Fiori. Impasto ottimo e ingredienti ricercati. Pizza bassa romana ma non secca. Anche la cucina è ottima. Bell’ambiente, con una vetrata stile liberty sul soffitto. Si può anche mangiare fuori. Prezzi medi.

  • Antico Forno Roscioli, via dei Chiavari, 34. Siamo a due passi dal ristorante omonimo e da Campo dei Fiori. Personale molto cortese e possibilità di sedersi sia fuori sia (soprattutto) dentro per mangiare la pizza al taglio. Gli impasti di Roscioli sono tra i più applauditi (e digeribili) a Roma. Assaggiate anche i dolci tradizionali come panpepato e pangiallo.

  • Forno Campo de’ Fiori, Campo de’ Fiori, 22. Giusto di fronte alla statua di Giordano Bruno. La pizza bianca scrocchiarella appena sfornata qui si prende da portare a casa o si mangia in piazza Farnese, appena girato l’angolo. Fate mettere dentro alla pizza bianca calda la mortazza, ops, la mortadella. Che è la morte sua. Chiuso domenica.

  • Pizzeria Tonda, via Valle Corteno, 31. Zona Nomentana, alle spalle del fiume Aniene e non (troppo) lontano dal Mausoleo di Costanza e Villa Torlonia (ma ci vuole comunque un mezzo). Pizza napoletana, ottima, con tante varianti. Provate la cacio e pepe e la carbonara. Purtroppo aperto solo la sera.

  • Dar Poeta Trastevere, vicolo del Bologna, 45. Tra piazza Trilussa e piazza Santa Maria in Trastevere. Può essere che siate gli unici italiani, ma non iniziate a dire che è un posto da turisti. Questa volta i turisti la sanno più di noi. Aperto a quasi tutte le ore (potete pranzare anche alle 16.00, per dire), è una garanzia per l’impasto digeribile e leggero. La pizza non è né croccante romana, né super morbida napoletana. Un’eccellente via di mezzo. Assaggiate la cacio e pepe, quella con i broccoli e le bruschette (basilico e pecorino oppure ceci e limone). Cottura con forno a legna. Prezzi bassi.

  • La Gatta Mangiona, via Federico Ozanam, 30. Ristorante pizzeria aperto solo la sera, è una scelta obbligata se si vuole una pizza eccellente (morbida, tipo napoletana) con ingredienti di qualità. Assaggiate anche i fritti. La zona è Monteverde/Gianicolense, quindi bisogna volerci capitare.

  • Bonci Pizzarium, via della Meloria, 43 e Bonci, via Trionfale, 36. Pizze al taglio curate e davvero originali, con ingredienti ricercatissimi del territorio dai formaggi alle verdure, dai salumi al pesce. Da Pizzarium solo pizza al taglio, con qualche postazione esterna per mangiare sul posto. Da Bonci sulla Trionfale invece ci troviamo in una classica panetteria, dove però preparano anche hamburger al momento e prodotti pronti da riscaldare a casa e tutti ottimi, ma anche dolci e panettoni, quando è stagione. Siamo in zona Prati, alle spalle del Vaticano

 

RISTORANTI ETNICI/ESOTICI/CUCINA TIPICA DI ALTRI PAESI A ROMA

  • Ippokrates – Ristorante greco, via Piave, 30. Tipica cucina greca di qualità (in cucina sono davvero di origine greca) alle spalle di Porta Pia e di via XX Settembre. Tutto ottimo fino ai dolci, atmosfera marinara e prezzi medi.

  • Kebab – Ristorante arabo, via Augusto Valenziani, 14. Attenzione, continuate a leggere, perché del kebabbaro ciofeca non ha niente. Fidatevi. Il locale è molto carino, siamo a due passi dal greco di cui sopra, quindi proprio alle spalle di piazza Fiume. Cucina araba di qualità, tra falafel, tajine deliziose (al venerdì c’è quella a base di pesce) e hummus. Meglio prenotare. Prezzi medio/bassi.

  • Wasabi – Ristorante giapponese, via Attilio Friggeri, 63. Siamo di nuovo fuori centro, alla Balduina. Eppure in fin dei conti appena sopra al quartiere Prati e Wasabi vale un giro. Intanto è davvero un giapponese, non un giapponese/cinese. In cucina c’è un vero giapponese e, se siete stati in Giappone, vi renderete conto della qualità di quello che vi portano in tavola. Il ristorante è piccolissimo, aperto tutte le sere tranne il lunedì. Meglio prenotare. Prezzi medi.

  • Hang Zhou – Ristorante cinese, via Principe Eugenio, 82. C’è anche Old Hang Zhou a Monti (via di San Martino ai Monti, 33, io preferisco questo! AGGIORNAMENTO MARZO 2019: OLD HANG ZHOU A MONTI È CHIUSO). E’ il ristorante cinese più famoso di Roma. Old Hang Zhou è in Rione Monti, il più grande Hang Zhou è a pochi metri da piazza Vittorio, di fronte alla Gelateria Fassi. La titolare è Zhou Fenxia, per tutti Sonia. Trovate tutte le specialità cinesi servite in porzioni abbondanti e con una certa ricercatezza nella presentazione. Chiedete quali verdure cinesi fresche hanno a disposizione, perché sono ottime. E provate gli involtini primavera freschi, cioè non fritti. Prezzi bassi.

  • Court delicati – Ristorante malese, viale Aventino, 41. Siamo proprio al Circo Massimo, di fianco al palazzo della FAO. I piatti sono malesi, ma ci sono anche molte varianti più note cinesi, thailandesi e ampia scelta veg. Chiedete cosa c’è fuori menù, di tipico. E’ una garanzia. Però prenotate sempre. Prezzi bassi.

  • Jaipur – Ristorante indiano, via di San Francesco a Ripa, 56. Si può mangiare indiano a Trastevere? Perché no! In cucina e a servizio solo indiani davvero di Jaipur. E si sente dai sapori e dai profumi. Iniziate con i samosa. Provate la cucina tandoori o anche uno dei loro menù degustazione. Quello veg è super.